Chi sono

N asco, nella città umbra Interamna Nahars, in un giorno di pieno inverno del 1965, giorno o notte non è dato ricordare da parte della mia mamma. Essendo gennaio avrebbe anche potuto nevicare, magari un timido tentativo.

Mia mamma nacque a sua volta nel giorno di Natale, mio babbo - dio lo abbia in gloria - venne al mondo casualmente nell’isola dei nuraghe. Non andammo mai d’accordo, neppure per sbaglio.

Dopo un anno di servizio militare a Caserta (in cui agli allievi in carroarmato parlavo talvolta di Montale e non del funzionamento del potente mezzo), mi laureo 26enne a Perugia in Letteratura italiana contemporanea, con una tesi (allora tra le prime in Italia) su un grande poeta vivente, Andrea Zanzotto. Ma l’idea, tantomeno l’autore scelto, non piacquero al mio professore che me la face pagare amaramente in sede di discussione della tesi. Ma mi ostinai e mi abbassò senza appello il voto finale. I segnali di una vita come minimo “contro” cominciavano a susseguirsi. Avrei dovuto capirlo. Invece, nisba.

Per quanto di famiglia benestante, borghese e bizzarra, dopo la laurea ho peregrinato per alcuni anni e svolto vari mestieri: assistente universitario di Lingua e Letteratura italiana, supplente di Italiano in scuole private nella periferia romana, venditore di dolci, di assicurazioni, di libri, guardia giurata. Poi, sono diventato giornalista, dal 2008 professionista.

Ho partecipato alla fondazione del Giornale dell’Umbria nel 2000 nel quale ho lavorato per 16 anni e poi del giornale online lanotiziaquotidiana.it. Sono stato cronista politico-sindacale sulfureo, pignolo e fastidioso. Ho scritto di letteratura e poesia su varie riviste specializzate (Il foglio clandestino, Poesia, L’immaginazione), ho lavorato nelle emittenti televisive locali. Oltre alla politica, al giornalismo e alla montagna, la poesia continua a rimanere la mia insopprimibile compagna di viaggio. Ho scritto e pubblicato cinque libri di poesie (Poetiche della stanza, 1995; Il dedalo nel petalo, 2002; La penultima alba, 2014; Stamperie delle nubi, 2018; Versetti pandemici, 2021), alcuni dei quali hanno ricevuto menzioni speciali in importanti premi come il Montale inediti e il Camaiore-Opera prima, un saggio letterario (Il falò dei poeti estinti, 2022), un pamphlet (Memorie di un vicesindaco breve, 2023) e testi per il teatro.


Negli anni ho svolto una costante opera di animatore e organizzatore culturale, soprattutto nella mia città, ma non solo: reading poetici pubblici, spettacoli-recital, lectio minimalis, festival di poesia, azioni-simboliche in luoghi urbani
Il destino si ripete
Resto liberale, liberista, libertario, conservatore-anarcoide.

H o respirato politica in famiglia: genìa di repubblicani storici dell’Umbria (Spadolini, La Malfa, Mammì erano praticamente di casa presso i miei zii paterni).

Politicamente sono cresciuto nel Partito Radicale degli anni 80, Marco Pannella mentore e amico. Il capo radicale a 22 anni mi designa quale rappresentante del mio territorio nell’Assemblea federale del partito. A metà degli anni 90 sono folgorato dall’astro nascente Silvio Berlusconi e aderisco alla Forza Italia delle origini, vengo eletto in circoscrizione e svolgo la funzione di vicepresidente. Nel 1999 saluto tutti e mi metto a fare il giornalista. Resto liberale, liberista, libertario, conservatore-anarcoide.

Nel 2018, il neo-eletto sindaco missin-leghista di Interamna mi vuole in giunta comunale a tutti i costi come vicesindaco e assessore alla cultura, turismo e creatività. In effetti creo un bel po' di cose nelle vesti di pubblico amministratore. Ciononostante, dopo tre anni di indefesso lavoro non saluto ma questa volta vengo salutato ed esco dalla giunta politica di centrodestra. Il destino si ripete.

Attualmente scrivo, osservo, continuo ad incontrare agitatori politici, teorici, poeti, filosofi, artisti, giornalisti. Seppure il giornalismo e la politica siano morti, non ho “deposto la penna” e ancora non smetto di sognare una politica un poco migliore.


Vivo, facendo la spola tra la Sardegna e Interamna. Grazie a mia moglie, ai miei due figli, e a qualche gatto per tenermi generosamente in vita.